In principio era l’atto

La religiosità popolare non si esaurisce esclusivamente negli atti, in attività spontanee o importate che siano.

15 de abril de 2022·Tiempo de lectura: 3 minutos
vara hermandad

Testo originale del articolo in spagnolo qui

L’uomo è sociale per natura, il che significa che ha bisogno degli altri per svilupparsi e non solo fisicamente, ma in modo integrale. Il primo àmbito di socializzazione è la famiglia. In famiglia il bambino scopre sé stesso come persona diversa dalle altre, si sente amato tra le braccia della madre, che lo accolgono. Si sente anche al sicuro, quando suo padre gioca a lanciarlo in aria, ride anche, perché sa che suo padre non fallirà, lo raccoglierà sempre. È così che inizia a costruire i legami con coloro che gli sono più vicini.

La fraternità è un altro ambito di socializzazione, che si basa non solo su una fede condivisa, ma anche sulle manifestazioni della religiosità popolare, che raggiunge la sua pienezza nella Settimana Santa.
È molto importante mantenere e approfondire quelle forme esteriori di religiosità, così diverse a seconda della geografia, che ci fanno condividere le radici con gli altri per crescere insieme. Bisogna prendersi cura di queste tradizioni, tanto di quelle semplici come di quelle decisive, perché “l’amore è semplice e le cose semplici sono divorate dal tempo” come spiega Chavela Vargas.
In alcuni luoghi oggi, a scapito dei propri costumi, si tende a importare stili o modi di espressione popolare propri di altre regioni, che quando sono trasferiti perdono il loro significato. Questa, dunque, non sembra una buona idea.

Ma la religiosità popolare non si risolve esclusivamente in atti, in attività, originali o importate che siano. 

Nella opera teatrale Faust, Goethe, il suo autore, mette in bocca al protagonista un’affermazione che ha suscitato numerosi commenti: «in principio era l’azione», ovvero un atto che non ha inizio e fine se non in sé stesso, per questo Faust dichiara che non cerca la felicità, ma vuole solo garantire il suo impegno alla dedizione al moto, all’attività, senza riposo. Qualsiasi obbiettivo, quello a cui tende l’azione, deve essere escluso.

Già molto tempo prima san Giovanni aveva affermato il contrario: «in principio era il Verbo», cioè la Parola, la Verità.
 Gesù è il Verbo eterno di Dio che, inviato nel mondo, con le sue parole e con i suoi atti comunica agli uomini la verità su Dio e su sé stesso, presentando così l’unità tra Verità, Bontà e Bellezza, che conduce l’uomo, per mezzo di Cristo, al Padre nello Spirito Santo, rendendolo partecipe della Trinità, in cui culmina la socialità dell’uomo.

Cosa ha a che fare questo con le confraternite?

Oggi si parla molto di società liquida, una società senza fermezza di convinzioni, che assume i criteri che le vengono imposti senza discuterli, così come fa un liquido che assume sempre la forma del contenitore che lo contiene. Un contenitore che è ora configurato da un antropocentrismo radicale che cerca di imporre, come Faust, il primato incondizionato dell’azione.

In questa situazione, le confraternite devono superare il ciclo della gestione della routine, senza porre nuove sfide e nuovi orizzonti. In caso contrario, potrebbero scivolare verso l’azione fine a sé stessa, senza fondamento né orientamento alla Verità, favorendo una religiosità popolare che non è intesa come base per raggiungere la Verità, la socializzazione completa, e influenzare la società, ma che si esaurisce in sé stessa,

Ora non è il caso che le confraternite propongano soluzioni tecniche per la risoluzione dei problemi sociali, né impongano sistemi, né esprimano preferenze di parte, ma bisogna che invece proclamino principi morali, anche relativi all’ordine sociale, oltre a dare criteri su qualsiasi questione umana, nella misura richiesta dai diritti fondamentali della persona umana.  I modelli sociali si discutono nel campo dell’antropologia. Non costruiscono sé stessi mediante l’azione, non ne sono il motore ma la conseguenza.

Ecco perché è necessario riarmarsi intellettualmente e dottrinalmente. È lì che le confraternite raggiungono la loro ragion d’essere, per affrontare questa sfida. In uno scenario politico così liquido come quello in cui viviamo, è ancor più necessario dotarsi di un solido modello concettuale.

In sintesi: il funzionamento delle confraternite come area di socializzazione, non si esaurisce nello svolgere attività, che sono solamente dei mezzi.

 E nemmeno si tratta di esortare il fratello ad adeguare la sua esistenza al compimento di qualche impegno etico, ma di fornirgli la formazione e i mezzi perché la sua azione riveli una persona adeguata alla Verità, alla Bontà e alla Bellezza, e quindi alla sua pienezza di persona come proposta di Karol Wojtyla in «Persona e atto» e poi di Benedetto XVI nell’enciclica “Fides et ratio”.

El autorIgnacio Valduérteles

Doctor en Administración de Empresas. Director del Instituto de Investigación Aplicada a la Pyme
Hermano Mayor (2017-2020) de la Hermandad de la Soledad de San Lorenzo, en Sevilla.
Ha publicado varios libros, monografías y artículos sobre las hermandades.

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