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I misteri della Roma sotterranea

Roma è una città ricca di opere d’arte, ma il suo sottosuolo nasconde meraviglie uniche. Ne esaminiamo alcuni.

Stefano Grossi Gondi·19 de septiembre de 2022·Tiempo de lectura: 5 minutos
catacumbas Roma

Testo originale del articolo in spagnolo qui

Roma è una città famosa, frequentata tutto l’anno da turisti che percorrono i classici percorsi con i quali si visitano i monumenti dell’epoca dell’impero romano, così come le opere d’arte dei secoli nei quali la Chiesa ha governato la città. Le basiliche, le numerose chiese, così come celebri ricordi della vita romana come il Colosseo, il Foro, il Pantheon, ecc., accolgono quotidianamente turisti di ogni parte del mondo; sono stati calcolati in oltre 4 milioni di presenze ogni giorno.

Non ci sono soltanto i luoghi sotto la luce del sole, ma la città nasconde molti luoghi nascosti, con una lunga storia, in alcuni casi poco conosciuta. 

La città è stata costruita a strati sovrapposti, e proprio grazie a questi livelli esiste una città visibile ed una invisibile, che si estende sotto i piedi degli inconsci turisti, a disposizione di chi gradisce alcune scoperte nell’ambito dell’arte e dell’archeologia.  

Catacombe

Le più note, con una lunga storia da raccontare, sono le catacombe, che iniziarono a svilupparsi  nel II secolo e vennero create nelle zone cariche di tufo e pozzolana. Si trovano per lo più nella zona sud di Roma, in particolare fra la via Appia e la via Ardeatina, e costituiscono un’esperienza unica. Nel sottosuolo di Roma sono state scoperte circa 40 catacombe, che si estenderebbero per otre 150 chilometri di cunicoli.

Non tutte sono visitabili, ma ce ne sono almeno due che meritano assolutamente l’attenzione dei turisti: le Catacombe di San Callisto e quelle di San Sebastiano. Nella prima furono sepolti ben 16 Papi, oltre ad una imprecisata quantità di martiri cristiani, divenendo così il Cimitero Ufficiale della Chiesa di Roma. La catacomba di San Sebastiano è invece più rilevante sul piano artistico. Non si tratta solo degli affreschi e degli stucchi contenuti all’interno dei loculi sotterranei, ma anche della Basilica Superiore, che contiene quella che fu forse l’ultima opera realizzata dal grande scultore barocco Gian Lorenzo Bernini, ossia il Salvator Mundi, che l’artista stesso scrisse di aver scolpito “solo per sua devozione”. 
Nella storia oltre a queste due Catacombe non sono mai state abbandonate quelle di S. Pancrazio, S. Lorenzo, S. Agnese e S. Valentino.

Chiese

Quattro in particolare sono le Chiese celebri per la ricchezza dei loro sotterranei. A cominciare da S. Clemente (vicino al Colosseo), nella quale scendendo le scale si passa dalla chiesa medievale alla chiesa paleocristiana, ricchissima di affreschi di incredibile policromia, e da lì ancora più in basso, fino alla scoperta del Mitreo e di un antico edificio imperiale considerato da molti studiosi come l’antica Zecca di Roma, qui ricostruita dopo il tremendo incendio che colpì il Campidoglio nell’80 dopo Cristo. Non esiste altro luogo a Roma che possa comprovare in modo così chiaro la grande stratificazione dell’Urbe.

S. Cecilia si trova a Trastevere, e qui in un intreccio di costruzioni si passa da una importante domus nobiliare ad una modesta insula popolare, arricchite da una cripta sotterranea. Probabilmente, il luogo era occupato dalla casa dove la giovane martire abitava insieme al suo sposo Valeriano e dove subì il martirio. Nella chiesa si trova un capolavoro artistico: la commovente scultura di Stefano Maderno raffigurante la martire Cecilia nella posizione in cui fu rinvenuta durante il Giubileo del 1600.

Sempre a Trastevere si trova la chiesa di S. Crisogono, sotto la quale esiste ancor oggi la chiesa originaria, costruita nel V secolo dopo Cristo. A circa 8 metri sotto il manto stradale, si entrerà nell’antica navata centrale, con la possibilità di ammirare i resti degli affreschi con immagini di Santi e storie dell’Antico Testamento.

S. Lorenzo in Lucina sorge presso l’antico tracciato della via Lata (oggi via del Corso); oltre ad essere una delle chiese più antiche della città custodisce al suo interno una serie di opere d’arte e importanti attestazioni di carattere religioso quali le reliquie legate al martirio del santo a cui la chiesa è intitolata: la famosa graticola e le catene della prigionia. Gli scavi condotti hanno portato alla luce un’area archeologica con ampia stratigrafia muraria che permette di ricostruire le dinamiche edilizie a partire dal II secolo d.C. Di straordinaria importanza è stata la scoperta dell’antico battistero paleocristiano di V secolo d.C.

Palazzi romani

Più difficili da visitare sono esempi delle epoche più antiche, che sono state conosciute grazie all’uso della tecnologia. Ci si riferisce ad esempio alle Domus Romane di Palazzo Valentini – costruzioni patrizie di età imperiale, appartenenti a potenti famiglie dell’epoca, con mosaici, pareti decorate, ecc. – e alla Domus Aurea, la famosa villa urbana di Nerone, che dal 1980 fa parte della lista dei Patrimoni dell’umanità creata dall’Unesco. Si tratta di un’enorme costruzione, che a tutt’oggi è stata conosciuta solo parzialmente. Grazie a proiettori multimediali (nel primo caso) e a sofisticati visori individuali (nel secondo caso) è infatti possibile far rinascere gli edifici in tutto il loro splendore, garantendo al pubblico di vederli rinascere attorno a sé, regalando l’emozione di poter camminare su quei pavimenti, tra quelle mura, con quelle luci.

Museo delle Terme di Caracalla

Questo Museo venne aperto a dicembre 2012 nei sotterranei del complesso termale, e con l’occasione fu anche riaperto il mitreo. 

Il percorso espositivo si articola lungo due gallerie parallele, che dalle scale d’accesso conduce prima alle due isole espositive dedicate alle palestre, poi a quella del frigidarium, per proseguire nella seconda galleria che contiene le isole della natatio e delle biblioteche.

Basilica neopitagorica

Venne trovata casualmente nel 1917 durante i lavori per costruire la ferrovia a Porta Maggiore, e venne scoperta la più antica basilica pagana di tutto l’Occidente, che ancora attira molti misteri per la mancanza di informazioni sicure. Si parla di opera di una setta mistico-esoterica, della quale risulta ancora incerta la sua funzionalità: tomba o basilica funeraria, ninfeo o, più probabilmente, tempio neopitagorico. Risulta ancora quasi inaccessibile, e da alcuni anni alcuni visitatori possono visitare questi ambienti in alcune domeniche, previa prenotazione.

Si tratta di un esempio delle ampie potenzialità di scoperta dell’antica Roma, che non è sicuramente arrivata alla sua conclusione.

Cloaca Maxima

Non è classificata nella lista di opere d’arte, ma sicuramente è una componente importante della civiltà romana, durata secoli e secoli, la più antica fogna ancora pienamente funzionante al mondo. Il sistema di gestione delle acque, in ingresso come in uscita, permise a Roma di raccogliere una popolazione numericamente mai più raggiunta fino all’800, e la Cloaca Maxima è una delle fondamenta di tale sistema. Le origini del manufatto risalgono addirittura al VI secolo aC; ideato da Tarquinio Prisco e realizzato da Tarquinio il Superbo, venne progettato come canale di drenaggio per convogliare le acque che provenienti dal torrente Spinon allagavano l’Argiletum, la valle del Foro Romano ed il Velabro. Probabilmente però la sua funzione più importante era quella di riportare velocemente nel proprio alveo le acque del Tevere che periodicamente esondava. Gli studi hanno rivelato che sicuramente in età imperiale la Cloaca svolgeva già la sua funzione di fognatura servendo un vastissimo territorio comprendente oltre alla zona Forense ed il Velabro, almeno la Suburra e l’Esquilino. 

La Cloaca Maxima ha sempre funzionato, anche se in età rinascimentale era probabilmente attivo solo il tratto sottostante il Velabro. Verso la fine dell’800, nella  realizzazione di Roma Capitale ci si impegnò a ripristinare gli antichi condotti fognari restaurabili, ripristinandone il funzionamento. Dal 2004 Roma Sotterranea ha svolto una campagna di lavori che ha ampliato l’esplorazione di tratti inediti. Attualmente la Cloaca è visitabile, nella parte che inizia appena fuori dal Foro di Nerva, vicino al Tor de ‘Conti (attuale via Cavour ).

El autorStefano Grossi Gondi
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