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«Praedicate Evangelium»: una riforma molto attesa

Questo 5 giugno 2022 entra in vigore la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, che riguarda la Curia Romana e il suo servizio alla Chiesa.

Ricardo Bazán·9 de septiembre de 2022·Tiempo de lectura: 2 minutos
san Pedro

Testo originale del articolo in spagnolo qui

Sicuramente papa Francesco sarà ricordato come uno dei grandi riformatori che la Chiesa abbia mai avuto. Basta entrare nel sito della Santa Sede, cliccare sulla sezione Francesco per trovare gli atti pontifici di cui il Santo Padre si è servito per legiferare lungo gli anni del suo pontificato.

Questo 5 giugno 2022 entra in vigore la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, che riguarda la Curia Romana e il suo servizio alla Chiesa.

In questo modo in nome di Francesco si somma alla lista dei papi che hanno riformato quell’insieme di organismi che aiuta i Papi nel governo della Chiesa.
Da Sisto V con la ‘Inmensae Aeterni Dei ‘ (1588), passando per San Pio X con la ‘Sapienti consilio’ (1908), San Paolo VI con la ‘Regimini Ecclesiae universi ‘(1967) e San Giovanni Paolo II con la ‘Pastor Bonus’ (1988).

Si tratta di una riforma molto attesa da quando, nel 2013, Francesco ha annunciato la creazione di un Consiglio cardinalizio per assisterlo nel governo della Chiesa e collaborare nello scrivere una nuova costituzione per la Curia romana. Ma quanto conta la Curia Romana? Benché non sia essenziale alla costituzione della Chiesa, il lavoro che svolge non è poco. I cosiddetti dicasteri oggi assistono il Papa nella direzione dell’intera Chiesa, che secondo l’Annuario Pontificio è composta da oltre 1,3 miliardi di fedeli. Capiamo perché questo insieme di norme, che finalmente ha visto la luce il 19 marzo 2022, fosse tanto atteso.

Una riforma avanzata

Senza dubbio appere che papa Francesco abbia optato per una riforma avanzata. Del resto, l’attuale costituzione apostolica prevede una serie di riforme che il Papa aveva già avviato fin dall’inizio del suo pontificato.

Ne è un esempio il Dicastero per la Dottrina della Fede, che è stato riformato il 14 febbraio con il motu proprio ‘Fidem servare’, che ha istituito due sezioni al posto dei quattro uffici che aveva prima: una per le materie dottrinali e l’altra per le questioni disciplinari, ciascuna con proprio segretario e sotto la direzione del prefetto del dicastero.

Un altro cambiamento, una riforma avanzata è stata la creazione del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha assorbito quattro consigli pontifici: il Pontificio Consiglio ‘Cor Unum’, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti Persone e infine il Pontificio Consiglio Pastorale per gli Operatori Sanitari.

Valutazione della ‘Praedicate Evangelium’

Che valutazione possiamo fare della ‘Praedicate Evangelium’?

Un elemento positivo è la semplificazione dell’organigramma della curia, in questo modo vengono eliminate alcune barriere burocratiche tipiche di un’organizzazione tanto complessa.

Un altro elemento è l’aver rafforzato la finalità della curia, che è quella di assistere il papa nella missione della Chiesa. Da qui il nome della costituzione apostolica che allude al mandato di Cristo ai suoi apostoli, di predicare il Vangelo.

Allo stesso tempo, il Papa sottolinea che la Curia romana ha il compito di rafforzare il legame tra il successore di Pietro, il Collegio episcopale e le Strutture Gerarchiche Orientali. Anche con i vari vescovi, e con le varie organizzazioni nazionali, regionali o continentali.

Questo è un punto essenziale per il successo della riforma: ricordare il motivo per cui esiste la Chiesa, cioè per servire tutte le anime affinché raggiungano la salvezza.

In questo modo saremo liberi da visioni umane, politiche o ideologiche che nella Chiesa non dovrebbero avere posto, altrimenti si snaturerebbe la missione che Cristo le ha affidato.

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