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I dipendenti del Vaticano

Con una superficie di 0,49 km² e una popolazione di circa 900 abitanti, il Vaticano rappresenta il centro della Chiesa Cattolica, dal quale è governata. Ma è anche una piccola nazione, che per svolgere la sua missione ha un certo numero di dipendenti retribuiti.

Alejandro Vázquez-Dodero·12 de septiembre de 2022·Tiempo de lectura: 4 minutos

Testo originale del articolo in spagnolo qui

¿Che genere di lavori ci sono da fare in Vaticano?

In Vaticano si svolgono tutti i lavori necessari per assicurare il governo della Chiesa fondata da Cristo.  Si chiama “Stato della Città del Vaticano” perché è anche una nazione che intrattiene relazioni diplomatiche con quasi tutti i paesi del mondo.
Si può quindi stabilire una distinzione fondamentale tra gli uffici che servono esclusivamente per il governo ecclesiale e il lavoro che serve per gestire tutte le altre infrastrutture di uno Stato vero e proprio.

Da un lato lavorano in Vaticano coloro che governano i cosiddetti Dicasteri – che sono grandi organismi ecclesiali – e chi li amministra. Dall’altro si devono considerare coloro che si occupano di un’altra grande varietà di quelli che sono lavori tipici dello Stato della Città del Vaticano.
Partendo dalla gestione e manutenzione del patrimonio, si passa ai musei e a tutto ciò che riguarda la cultura, dall’assistenza e cura del turismo, alla sicurezza –ivi compresa la Guardia Svizzera– e una quantità di altri aspetti che richiedono attenzione, lavoro, e mantenimento.
Ad esempio, abbiamo i giardinieri, i vigili del fuoco, gli addetti alle onoranze funebri e alle sepolture, così come gli addetti a tutti quegli altri mestieri comuni a tutti i paesi avanzati, che servono per le forniture e per la gestione.

Chi può lavorare in Vaticano?

I dipendenti vaticani sono per lo più chierici che lavorano per la Santa Sede, guardie svizzere e, infine, funzionari statali. Molti altri, che non sono necessariamente laici o funzionari, ovviamente persone di entrambi i sessi, vanno a lavorare in Vaticano anche se vivono a Roma o fuori città, o anche nelle città limitrofe. Molti sono cittadini italiani o di nazionalità diversa da quella Vaticana.

Come dicevamo prima, il sistema di governo della Chiesa -denominato Curia Romana- è curato principalmente da chierici. Ci sono anche da svolgere alcuni compiti che contribuiscono al lavoro della Curia, e che sono svolti da laici. Ad esempio, quel lavoro amministrativo o di gestione che non sia propriamente connesso al governo ecclesiale.

La qualificazione professionale richiesta per svolgere tutti quei lavori che non sono specifici dei chierici che compongono la Curia Romana, è identica a quella ordinariamente richiesta nell’ambito civile.
In campi altamente specializzati, come l’economia o la comunicazione, è in aumento la necessità di professionisti e dirigenti qualificati. Naturalmente, i relativi criteri di occupabilità e retribuzione sono definiti in base ad ogni particolare condizione di lavoro.

Sia lo stipendio che le prestazioni sociali differiscono a seconda che si tratti di un chierico o di un laico. E, da quando san Giovanni Paolo II lo ha disposto, si riserva una speciale attenzione a coloro che devono mantenere una famiglia. Sono previsti benefici di tipo economico appositamente concepiti per queste persone, che riguardano sia le caratteristiche dell’impiego che una retribuzione conforme alla loro condizione.

Per lavorare in Vaticano Si richiedono altre condizioni?

I regolamenti vaticani – e in particolare il Regolamento generale della Curia Romana – sono molto chiari nell’esigere da tutti questi dipendenti una serie di esigenze di allineamento con la missione spirituale del Romano Pontefice e della Chiesa, che trascendono la semplice prestazione di lavoro o la tecnica di gestione di un ufficio.

Sono necessari determinati requisiti di idoneità, si esigono gli impegni espressi nella professione di fede, nel giuramento di fedeltà, e l’osservanza del segreto professionale per coloro che sono tenuti al segreto pontificio; si dà per scontato che il lavoratore osservi sempre una condotta morale esemplare, compresa la vita privata e familiare, secondo la dottrina della Chiesa; in generale, i regolamenti prescrivono il divieto di agire in modo che non sai appropriato per un lavoratore della Santa Sede.

Per quanto riguarda in particolare il lavoro dei laici vale la pena chiedersi se un sistema di funzione pubblica sia sostenibile per molti lavori, o se magari sarebbe preferibile un ricorso più frequente al mercato.
In ogni caso, la Sede Apostolica dispone di politiche del personale che assicurano una seria selezione dei dipendenti, ivi compresi i già menzionati requisiti di rettitudine personale, morale e religiosa. In questo modo si privilegia una dimensione fiduciaria per questi tipi di lavoro.

Quanto ai laici, come sopra evidenziato, è prevista la possibilità di assumere lavoratori altamente qualificati che, insieme al possesso dei fondamenti etici e della comprensione della missione ecclesiale, possano essere attratti con una remunerazione paragonabile a quella data nel mercato per servizi simili.
In definitiva, si tratta di contare su persone oneste, ben addestrate, leali e laboriose.

Come fa un chierico per entrare a lavorare nella Curia romana?

Le possibilità per un chierico di arrivare a lavorare nella Santa Sede, sono diverse,  per esempio la confidenza con un superiore per il fatto che si era insieme nel seminario o nella diocesi di origine; o perché ci si distingue negli studi svolti nelle università pontificie o in generale nei corsi di formazione offerti dalla Curia romana; perché si è raccomandati alla Sede Apostolica da un’autorità ecclesiastica o civile; o semplicemente anche quando il chierico stesso manifesta l’intenzione di occupare quel posto.

Quante persone lavorano nella Santa Sede?

Il Vaticano conta su un ufficio che ha la funzione di contribuire al consolidamento della comunità lavorativa. Questo ufficio si occupa di tutti coloro che operano nella Curia Romana e nel governo della Città del Vaticano in qualità di realtà statuale, cioè negli organismi o enti amministrativi interessati. Inoltre, viene facilitata la formazione professionale, con il chiaro obiettivo che tutti questi dipendenti siano consapevoli di stare rendendo un servizio alla Chiesa universale.

Secondo i dati di questo ufficio, raccolti nell’annuario pontificio degli ultimi anni, nella Curia romana lavorano circa 2.000 persone, non contando il personale part-time. Di queste, poco più della metà è occupata nei dipartimenti (tribunali, uffici…), circa un quarto lavora in altre organizzazioni, e il resto nelle nunziature.

Alcuni dati che possono illuminarci e dare un’idea delle dimensioni lavorative di cui stiamo parlando. I musei vaticani danno lavoro a circa 700 dipendenti, la Segreteria di Stato ne impiega altri 200, di cui un quarto è personale diplomatico; l’Archivio Segreto Vaticano e la Biblioteca Apostolica Vaticana danno lavoro a circa 150 persone.

Comunque, la Curia romana è un’amministrazione molto modesta rispetto a qualsiasi ministero di un qualsiasi paese. Ad esempio, in Spagna il più piccolo dei ministeri ha circa 2.000 dipendenti, che supera il numero totale dei dipendenti del Vaticano.

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