Durante la sua visita in Spagna, il Santo Padre Leone XIV ha citato più di una dozzina di santi e, com’era logico, il venerabile Antoni Gaudí, architetto della Sagrada Familia, la cui causa di canonizzazione prosegue.
Il Papa ha vissuto in Spagna quella “comunione dei santi” di cui parla il Catechismo della Dottrina Cristiana, quando afferma che “la comunione dei santi è proprio la Chiesa” (nn. 946-962).
“Ci conforta sapere che non siamo soli nel cammino verso la santità: abbiamo la compagnia di Gesù Cristo, della sua Santissima Madre e di tutti coloro che ci hanno preceduto e che già godono della visione beatifica”, ha scritto il teologo e storico José Carlos Martín de la Hoz.
Ecco cosa ha risposto Papa Leone XIV quando, durante l’incontro con i giovani di Madrid, gli è stato chiesto: “Sappiamo che sant’Agostino è molto importante per lei, ma quali altri santi e quali altri modelli l’hanno aiutata nella sua crescita come cristiano?”.
Ecco la risposta. Tralasciamo i riferimenti ai papi canonizzati, che renderebbero l’argomento ancora più ampio.
Sant'Agostino
Discorso: Veglia di preghiera con i giovani in Plaza de Lima.
Ubicazione: risposta alla domanda “Quali altri santi e quali altre figure di riferimento l’hanno aiutata?”, primo paragrafo.
Leone XIV ha ricordato che “sant’Agostino è una figura molto importante per tutta la Chiesa”. In quella stessa occasione ha spiegato come la vita del vescovo di Ippona abbia ispirato innumerevoli cristiani nel corso della storia: “Contemplando la vita di questi santi, come sant’Agostino, mi sono detto: se loro ci sono riusciti, perché io no?”.
Il Papa lo ha citato nuovamente durante una visita al carcere di Brians 1: “Sant’Agostino, nelle sue Confessioni, ci racconta il suo percorso di vita e ce ne parla; se confidiamo nella grazia divina e ci lasciamo guidare e trasformare da essa, scopriamo come nella nostra vita il passato non condanni il futuro”.
Discorso: Incontro nella parrocchia di Sant Agustí (Barcellona)
“Essere qui, nella chiesa di Sant Agustí, apre il nostro cuore a una verità che il santo vescovo di Ippona ci indica: essere cristiani è, prima di tutto, un dono, una grazia. Fondati su Cristo, che è la pietra viva, sperimentiamo l’azione dello Spirito Santo, con la convinzione che ogni sforzo compiuto sinceramente per cooperare con Lui a favore del nostro prossimo sarà benedetto dal Padre celeste, nel quale riponiamo la nostra speranza”, ha affermato il Successore di Pietro.

San Giovanni della Croce
Discorso: Incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico.
“A questo proposito, vorrei citare due figure di questo Paese che, da cinque secoli, alimentano la vita della Chiesa e il cammino spirituale di molti, anche al di là dei suoi confini visibili. Si tratta di Giovanni della Croce e Teresa d’Avila, che si sono uniti nella passione per il Mistero divino. (…)”.
“In particolare, nell’interpretare i cambiamenti e nel sopportare le tensioni che rendono così oscura la nostra epoca, ci è di aiuto il tema della notte, tanto caro a san Giovanni della Croce, di cui stiamo celebrando l’Anno Giubilare”.
Omelia: Santa Messa nella solennità del Corpus Domini
Leone XIV citò direttamente uno dei versi più famosi del santo carmelitano: “Ben conosco la fonte che sgorga e scorre, anche se è notte”.
Ha poi ricordato il contesto in cui fu scritto: “Nella prigione conventuale di Toledo, dove era rinchiuso in condizioni estremamente dure, proprio intorno al Corpus Domini del 1578, egli riconosce, fin dalla notte trascorsa in quella prigione, la presenza nascosta del Signore”.
E applicò questa esperienza all’Eucaristia, affermando che Gesù presente nel Sacramento è “quella fonte eterna che è nascosta”.

Santa Teresa di Gesù
Discorso: Incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico.
“A questo proposito, vorrei citare due figure di questo Paese che, da cinque secoli, alimentano la vita della Chiesa e il cammino spirituale di molti, anche al di là dei suoi confini visibili. Si tratta di Giovanni della Croce e Teresa d’Avila, che si sono uniti nella passione per il Mistero divino. (…)”.
“La nostra epoca, che in apparenza sembra sconvolta da terribili squilibri e conflitti, invoca nel profondo la pace, una nuova comprensione della persona umana e della sua dignità inviolabile, la civiltà dell’amore (cfr. Magnifica humanitas, 186). Santa Teresa descrive questo stesso percorso con l’immagine del castello interiore. (…)”.
Discorso: Incontro dal titolo “Tessere reti con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport”. Paragrafo: riflessione sulla fede e sulla cultura spagnole.
“Non è quindi strano che l’annuncio della Buona Novella e la consapevolezza di essere fratelli si esprimano sotto forma di ”saeta” durante la Settimana Santa, fatta di poesia mistica e maestria letteraria in autori come Lope de Vega, santa Teresa d’Gesù o san Giovanni della Croce…».
Discorso: Incontro con i membri del Parlamento spagnolo. Paragrafo: secondo grande blocco dedicato al patrimonio culturale e spirituale della Spagnaa
“Dalle pagine universali del Don Chisciotte (…) alla profondità spirituale di santa Teresa d’Avila (…) la Spagna ha saputo considerare l’essere umano come qualcosa di più di un semplice elemento dell’ordine sociale, economico o politico”.
Leone XIV inserì Santa Teresa d’Ávila tra le grandi figure spirituali della cultura spagnola quando parlò di “poesia mistica”.
Sant'Ignazio di Loyola
Discorso: Incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico.
Il Papa ha sottolineato “l’eredità di Teresa d’Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola” come parte del contributo della fede cristiana alla cultura e all’identità storica della Spagna.
In un altro momento, ha sottolineato: “Come ci ha insegnato un altro nobile figlio di questa terra, nelle prove e nei fallimenti è possibile ripensare tutto: Ignazio di Loyola ebbe questo coraggio, dando ascolto alle desolazioni e alle consolazioni del suo cuore, in un esercizio di discernimento e immaginazione grazie al quale preferì la pace alle armi e i santi ai potenti”.

San Giovanni Crisostomo
Discorso: Veglia di preghiera con i giovani in Plaza de Lima (Madrid), in risposta alla domanda sui santi che lo hanno aiutato.
Leone XIV mise in risalto innanzitutto la figura del grande Padre della Chiesa orientale e Dottore della Chiesa, san Giovanni Crisostomo.
“Giovanni Crisostomo, che portava nel cuore questo amore per la Parola di Dio, dopo essere diventato sacerdote e vescovo, ha dato una testimonianza straordinaria, soprattutto grazie alla coerenza della sua vita”, ha affermato.
Il Pontefice ha inoltre espresso la propria ammirazione nei suoi confronti: “Personalmente sono rimasto particolarmente colpito dalle sue catechesi, dai suoi sermoni, dalle sue omelie e dai suoi scritti, che uniscono l’amore per la verità alla rettitudine della sua vita”.
Ha inoltre sottolineato il suo coraggio di fronte al potere politico: “Non aveva paura di parlare davanti all’Imperatore, di dire cose a favore della giustizia e non solo per compiacere gli altri. Era un uomo di parola”.
San Tommaso di Villanova
Discorso: Veglia di preghiera con i giovani in Plaza de Lima (Madrid), in risposta alla domanda sui santi che lo hanno aiutato.
Tra le figure ricordate dal Papa figurava san Tommaso di Villanueva, agostiniano. Leone XIV ha ricordato che “fu nominato vescovo di Valencia e intraprese un'intensa opera di riforma della Chiesa, soprattutto del clero”. Ha inoltre sottolineato che “per la sua ardente carità è conosciuto ancora oggi come ‘il Vescovo dei poveri’”.
Il Papa ha inoltre spiegato il motivo della sua vicinanza spirituale a questo santo: “Questa carità mi ha sostenuto nei momenti di prova e nei momenti di servizio”.

San Toribio de Mogrovejo
Discorso: Veglia di preghiera con i giovani in Plaza de Lima (Madrid), in risposta alla domanda sui santi che lo hanno aiutato.
Il Vescovo San Toribio di Mogrovejo, secondo arcivescovo di Lima, nato a Mayorga, Valladolid, nel 1538, fu uno dei santi più citati da Leone XIV. Il Papa ha ricordato che “nel XVI secolo fu missionario in Perù, dove si dedicò con grande zelo all’evangelizzazione, studiando le lingue locali”.
Ha inoltre sottolineato che “San Toribio ”Ha unito un’intensa vita di preghiera all’impegno per la giustizia, soprattutto di fronte agli abusi e alla corruzione della sua epoca».
Per questo ha affermato che “per me è un modello di dedizione al popolo, specialmente ai più poveri, nel nome di Cristo”. In un altro momento lo ha presentato come “modello di vescovo ”in uscita” in un’epoca di missione e riorganizzazione ecclesiale».”
San Giovanni d'Avila
Discorso: Incontro con i vescovi della Spagna.
Il Dottore della Chiesa e patrono del clero spagnolo era presente negli interventi del Papa. “Nel nostro viaggio percorriamo quella che San Giovanni Paolo II che volle chiamare “Terra di Maria”. Nella Santissima Vergine avete la vostra prima compagna di viaggio e il vostro tesoro più prezioso. (…), affermò Leone XIV
“La forza della Chiesa non deriva dalla grandezza dei mezzi, ma dalla santità dei suoi figli, dalla comunione dei suoi pastori, dall’umile e perseverante fedeltà di chi si lascia guidare dallo Spirito”.
“In questo cammino”, ha aggiunto, “vi accompagna anche san Giovanni d’Ávila, patrono del clero spagnolo, in questo anno in cui ricorre il quinto centenario della sua ordinazione sacerdotale». San Paolo VI Lo definì “un maestro di vita spirituale benevolo e saggio, un riformatore esemplare della vita ecclesiastica e dei costumi cristiani» e, al tempo stesso, ‘un semplice sacerdote’.
“In questo santo dottore, la Chiesa riconosce la vita sacerdotale che ogni vescovo è chiamato a custodire e a far crescere nel proprio presbiterio”.

Santa Eulalia di Barcellona
Discorso: Omelia nella cattedrale di Santa Croce e Santa Eulalia
Durante la sua visita a Barcellona, il Papa ha ricordato santa Eulalia, compatrona della città. “Tra poco venereremo le spoglie di santa Eulalia, compatrona di questa cattedrale, di questa arcidiocesi e di questa città”, ha affermato.
Prendendo la sua figura come esempio per i cristiani di oggi, ha affermato: “Vogliamo essere “martiri”, cioè testimoni e profeti di unità, di accoglienza, di concordia e di pace, anche a costo di sacrifici e rinunce”.
“Come la vergine Eulalia e tanti altri martiri, vogliamo pronunciare il nostro “sì”, disposti, se necessario, a morire a noi stessi, a perderci per ritrovarci, a rinunciare al superfluo per costruire su ciò che è essenziale e dura per sempre (cfr. Mt 16,24-26)”.
San Pietro di San Giuseppe Betancur
Discorso: Incontro con i migranti presso il centro di accoglienza “Las Raíces”.
Paragrafo: sezione storica sulle Canarie come terra di partenza per le missioni.
Leone XIV ha ricordato il santo fratello Pietro durante un incontro con i migranti. “Il santo fratello Pietro e san José de Anchieta partirono da queste terre delle Canarie per annunciare il Vangelo in America”, ha spiegato.
Riferendosi a entrambi i santi, ha affermato che “anche loro erano migranti che si sono incamminati verso l’ignoto, portando con sé come bagaglio principale la fede, la speranza e la carità”.
E ha aggiunto che “in quelle terre sconosciute, i santi migranti e missionari hanno saputo donare ciò che avevano e, al contempo, accogliere il nuovo che veniva loro offerto”.
San José de Anchieta
Discorso: Incontro con i migranti presso il centro di accoglienza “Las Raíces”.
La figura di San José de Anchieta è stata menzionata insieme a quella di San Pedro de San José Betancur nelle parole di Papa Leone XIV.
Il Papa ha ricordato che entrambi “partirono da queste terre delle Canarie per annunciare il Vangelo in America”.
San Manuel Gonzalez
Discorso: Santa Messa nella solennità del Corpus Domini
Papa Leone XIV potrebbe forse ricordare, in un momento dell’omelia, “san Manuel González, il vescovo dei tabernacoli abbandonati”. La sua vita ci ricorda che l’Eucaristia non può essere onorata solo nelle grandi celebrazioni o in modo occasionale, ma anche nella fedeltà silenziosa di chi accompagna il Signore con un’amicizia umile e discreta che si nutre giorno dopo giorno».

Venerabile Antoni Gaudí
Discorso: Omelia nella Basilica della Sagrada Familia
“Molto più che un monumento, la Basilica della Sagrada Familia è ancora oggi un’opera in costruzione, che ci ricorda come la vita cristiana sia sempre un cammino, poiché si tratta di un progetto che Dio porta avanti. Non viviamo, quindi, in un’opera incompiuta, ma in un tempio ancora in costruzione», ha sottolineato Papa Leone XIV. (…)
In seguito ha aggiunto: “In qualità di architetto animato da una fede ardente, il venerabile Antoni Gaudí ha concepito questi spazi con il desiderio di raccontare i misteri della vita del Signore: in questo modo ci ha proposto un pellegrinaggio spirituale, che conduce all’incontro con Cristo nato, morto e risorto per noi”.





