Il 25 settembre 2026, la diplomazia internazionale e la riflessione etica globale saranno testimoni di un evento storico. Papa Leone XIV inizierà una visita pastorale in Francia, uno dei momenti più emblematici della quale sarà la visita ufficiale e il discorso tenuto presso la sede dell'UNESCO a Parigi, proprio il giorno del suo arrivo. Questa visita, in risposta all'invito formale esteso dal Direttore Generale dell'organizzazione, Khaled El-Enany, potrebbe essere considerata un punto di svolta nel rapporto tra la Santa Sede e il multilateralismo contemporaneo.
Il ritorno a Parigi dopo quasi mezzo secolo
L'incontro riveste un innegabile valore simbolico storico. Leone XIV diventerà il secondo pontefice romano nella storia a presenziare di persona alla sede dell'UNESCO. Sono trascorsi quarantasei anni da quando San Giovanni Paolo II pronunciò il suo memorabile discorso nello stesso luogo, il 2 giugno 1980. Quel giorno, il discorso del Papa polacco rimane impresso nella memoria diplomatica e filosofica del XX secolo per la lucidità e la veemenza con cui affrontò i grandi dilemmi che l'umanità si trovava ad affrontare alla vigilia del nuovo millennio.
Nel 1980, al culmine della Guerra Fredda, Giovanni Paolo II pose la cultura al centro del destino umano. “L’uomo vive una vita veramente umana grazie alla cultura. (…) La cultura è una modalità specifica di ‘esistenza’ ed ‘essere’ dell’uomo”, Egli affermò. Di fronte al rischio che la corsa agli armamenti e la logica dei blocchi divorassero la dignità umana, il pontefice lanciò un appello urgente alla mobilitazione delle coscienze. Chiese il riconoscimento della “priorità dell’etica sulla tecnologia, del primato della persona sulle cose, della superiorità dello spirito sulla materia”, affermando che la pace mondiale e il futuro pacifico dell'umanità dipendono dal porre le esigenze dell'amore, della ragione e della coscienza al di sopra delle pretese di dominio tecnico o militare.
Dal 1980 al 2026: lo spirito contro la potenza tecnica
A quasi mezzo secolo di distanza, la storia sembra ripetersi a questo bivio, seppur con strumenti e linguaggi rinnovati. Se nel 1980 la sfida consisteva nella minaccia nucleare e nella polarizzazione ideologica, oggi l'umanità si trova ad affrontare la vertiginosa ascesa dell'intelligenza artificiale, degli algoritmi predittivi e dell'automazione globale. In questo nuovo contesto, Leone XIV riprende e aggiorna l'asse dottrinale che ha ispirato l'intervento del suo predecessore: il primato inalienabile dello spirito sul potere tecnico o materiale.
Questa continuità dottrinale si rifletteva chiaramente nella lettera enciclica Magnifica Humanitas, Promulgata da Leone XIV il 15 maggio 2026, la Santa Cena (Evangelical Nuns Ethical) mette in guardia con fermezza contro i pericoli di un modello di sviluppo che subordina il sacro valore della persona umana a criteri di efficienza algoritmica, performance economica o utilità tecnica (cfr. MH 156, 183, 198). Come Giovanni Paolo II, Leone XIV ci ricorda che la vera grandezza dell'essere umano non si misura con la potenza dei suoi strumenti tecnologici o con le sue capacità di calcolo, ma con la sua capacità morale e spirituale di orientare la conoscenza e la scienza verso il bene comune, la giustizia sociale e la riconciliazione tra le nazioni (cfr. MH Capitolo V). In definitiva, entrambi i testi papali convergono su un insegnamento fondamentale: il vero progresso non è mai meramente tecnico, ma eminentemente etico, spirituale e umano.
Un'alleanza per il futuro dell'umanità
Papa Leone XIV si rivolgerà a un'istituzione che unisce i popoli del mondo attorno ad ambiti vitali per la società: istruzione, cultura, scienza, comunicazione e salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale dell'umanità. Questa visita si inserisce nel quadro dei temi trasversali che il Santo Padre ha promosso fin dall'inizio del suo pontificato, tra cui la costruzione della pace, la tutela della dignità umana, la formazione integrale delle nuove generazioni e la responsabilità etica di fronte al rapido progresso delle nuove tecnologie.
Da parte sua, l'UNESCO offre una piattaforma ideale e privilegiata per trasmettere queste convinzioni fondamentali alla comunità internazionale, superando barriere politiche, divisioni culturali e differenze religiose. In un'epoca caratterizzata dalla frammentazione del consenso internazionale e dalla fragilità della fiducia reciproca tra gli Stati, la presenza del Papa costituisce una testimonianza decisiva a favore del dialogo multilaterale.
Verso una pace "disarmata e disarmante"«
Questa convergenza di ideali assume particolare forza nell'ambito della pace e della giustizia sociale. Fin dalle sue prime parole, il giorno della sua elezione, Papa Leone XIV si è fatto promotore convinto di una pace "disarmata e disarmante", fondata sull'umiltà e sulla perseveranza. Questa visione esige una rinuncia decisa alla logica del dominio militare ed economico, nonché un disarmo di parole, comportamenti e coscienze, al fine di ricostruire il tessuto di fiducia tra individui e nazioni.
In questo contesto, le missioni della Santa Sede e dell'UNESCO sono profondamente intrecciate. Entrambe condividono la convinzione che la vera pace non nasca da effimeri accordi politici o dall'equilibrio del terrore, ma si costruisca pazientemente nel tempo attraverso un'adeguata educazione dei giovani, un incrollabile rispetto per la diversità culturale e la difesa senza compromessi della dignità di ogni persona. Come ha sottolineato l'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'UNESCO, l'Arcivescovo Roberto Campisi, questa profonda convergenza si traduce in una priorità per i membri più vulnerabili della società globale: i bambini privati del diritto fondamentale all'istruzione, le popolazioni dilaniate da conflitti armati, i migranti e i rifugiati, le vittime di qualsiasi forma di discriminazione o emarginazione digitale e quelle comunità il cui patrimonio culturale, storico e la memoria ancestrale sono gravemente minacciati.
La sfida etica del nostro tempo
A distanza di 46 anni, ripensando a quella storica visita, l'apparizione di Leone XIV di fronte all'UNESCO non rappresenta solo un evento di grande rilevanza diplomatica, ma anche una sfida diretta alla coscienza del nostro tempo e della nostra società. In un'epoca di rapida trasformazione tecnologica e industriale, è imperativo mantenere un monitoraggio critico e rigoroso dei progressi digitali e biotecnologici, assicurandosi sempre che la tecnologia rimanga al servizio dell'umanità e mai viceversa. Il primato della persona sulla macchina, dell'etica sull'efficienza e dello spirito sulla materia rimane l'unica garanzia per costruire un futuro veramente umano, giusto e pacifico.
Presbyter. @GCandanedoPaez





