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"Viva la poesia": l'amore del Papa per la parola poetica come libro

"Viva la poesia" è il titolo dell'antologia di testi di Papa Francesco sulla poesia, che il giornalista Antonio Spadaro ha appena pubblicato in italiano con la casa editrice Ares.

Maria Candela Temes-26 marzo 2025-Tempo di lettura: 4 minuti
Viva la poesia

Il cardinale Víctor Manuel Fernández, la poetessa Maria Grazia Calandrone e il giornalista Antonio Spadaro (foto CNS / Pablo Esparza)

Con questa esclamazione, "Viva la poesia!", iniziava un biglietto scritto a mano da Papa Francesco al giornalista Antonio Spadaro, datato 20 gennaio 2025. Ora quella frase è il titolo di un'antologia di testi del Papa sulla poesia, che Spadaro ha appena pubblicato in italiano con la casa editrice Ares.

Copertina del libro "¡Viva la poesía!" (Viva la poesia!)

Il rapporto di Papa Francesco con la poesia risale a molto tempo fa. Non è solo il pontefice che porta il nome di un santo trovatore, Francesco d'Assisi., che ha composto il "Cantico delle creature". È anche colui che cita a memoria Dante, Baudelaire, Borges o Gerard Manley Hopkins. Per Bergoglio - fin dagli anni in cui era un giovane maestro dei novizi e poi come arcivescovo di Buenos Aires - letteratura e vita sono concetti intercambiabili.

Quando non aveva ancora 40 anni, scrisse la prefazione a una raccolta di poesie scritte da un compagno di religione. In quell'occasione, definì il mestiere di comporre versi con una bella immagine: "La parola poetica ha il timore della carne nel cuore dell'uomo e, allo stesso tempo, sente il peso delle ali che non hanno ancora preso il volo". In questo modo descriveva non solo un patrimonio universale, ma anche un impulso vissuto in prima persona, almeno come lettore appassionato.

Umani, non noci

Di questo legame vitale si è parlato il 21 marzo - Giornata mondiale della poesia - in occasione della presentazione del libro "Viva la poesia!Il libro, un'antologia di testi di Francesco preparata dal compagno gesuita Antonio Spadaro, è pubblicato in italiano dalla casa editrice Ares. Nel atto Spadaro era affiancato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, dalla poetessa Maria Grazia Calandrone e dal giornalista Andrea Monda, direttore dell'Osservatore Romano, che ha svolto il ruolo di moderatore.

Con questa esclamazione, "Viva la poesia", inizia una nota scritta dal Papa, di suo pugno, a Spadaro il 20 gennaio 2025, in riferimento al libro. Ed è questo "viva" entusiasta che ha dato il titolo alla piccola opera. Nella sua inconfondibile calligrafia, Francesco dice: "Dobbiamo recuperare il gusto del letteratura nella nostra vita, ma anche nella nostra educazione; altrimenti siamo come una noce. La poesia ci aiuta a essere umani e oggi ne abbiamo tanto bisogno.

Versi per la tempesta

"Tucho" Fernández, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha commentato che la poesia è uno dei legami che condivide con l'amico Bergoglio, per il quale è stata "un'oasi nei momenti difficili della sua lunga vita". Mentre pronunciava queste parole, gli sono venute in mente le cinque settimane di ricovero al Policlinico Gemelli, che - all'epoca non lo sapevamo ancora - erano state un "grande aiuto nei momenti difficili della sua lunga vita". stavano per finire. "Quando nemmeno nella preghiera troviamo la pace dell'anima, un buon libro aiuta a superare la tempesta e ad aprire nuovi spazi interiori", ha detto il porporato argentino, assicurando che "rifugiarsi nella poesia non è fuggire in un mondo parallelo, ma ritrovarlo con maggiore profondità". 

Ha preso poi la parola la poetessa Maria Grazia Calandrone, che ha commentato con umiltà che "il Papa, come lettore, è arrivato a conclusioni che io ho raggiunto dopo 40 anni di dedizione alla scrittura poetica". E ha accennato a questioni fondamentali come la concordanza, la formazione o il ruolo essenziale che i versi possono avere nel cuore degli adolescenti. 

Calandrone ha parlato di nostalgia, di "resa missa" e dell'invisibile che sta dietro la realtà, "che il Papa chiama Dio e che io non so che nome dare". Ha anche fatto riferimento al coraggio di Francesco: "ha il coraggio di aspettare, anche di fronte alla devastazione più assoluta".

Il logos poetico in Turandot

L'idea di produrre un'antologia di testi di Francesco sulla poesia ha origine nei primi giorni del suo pontificato. Spadaro, oggi sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, era all'epoca direttore della rivista La Civiltà Cattolica, legata alla Compagnia di Gesù. In qualità di direttore di questa rivista, fu il primo a produrre un'intervista al Papa nell'agosto 2013, cinque mesi dopo la sua elezione alla Sede petrina.

Spadaro ha raccontato che l'incontro è stato per lui una scoperta, ovvero l'amore di Francesco per il linguaggio poetico: "In quel colloquio gli ho chiesto se dovevamo essere ottimisti. Mi rispose che gli piaceva parlare di speranza piuttosto che di ottimismo, e citò alcuni versi dell'opera Turandot di Puccini". Non offrì una risposta formulata a partire da un'argomentazione ragionevole, ma diede piuttosto un'immagine lirica. "Per lui è il logos poetico che conta, e poi viene la spiegazione. Il riferimento alla poesia in lui è primario, non secondario", ha aggiunto l'editore.

Per Francesco, la poesia non è un ornamento, ma una necessità. In un testo scritto nel 2023 - di nuovo una prefazione a un libro - ha detto che in questo tempo di crisi globale "abbiamo bisogno della brillantezza di un nuovo linguaggio, di storie e immagini potenti, di scrittori, poeti, artisti capaci di gridare al mondo il messaggio del Vangelo, di far vedere Gesù". Non ha parlato di strateghi, diplomatici o scienziati, ma di artigiani della parola.

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