Vaticano

Papa Francesco delinea i pilastri su cui deve reggersi il giornalismo

Il 23 novembre il Papa ha incontrato i giornalisti della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici, ai quali ha parlato dell'importanza del giornalismo cattolico.

Giovanni Tridente-29 novembre 2023-Tempo di lettura: 3 minuti

Testate di giornali cattolici ©OSV/Tyler Orsburn

Lo scorso 23 novembre 2023, Papa Francesco ha incontrato in Vaticano, presso la Sala Clementina, decine di giornalisti afferenti alla Federazione Italiana Settimanali Cattolici, una rete che raggruppa circa 170 periodici delle Diocesi italiane e altre associazioni di professionisti impegnati nel campo della comunicazione, e nello specifico nella stampa, televisione, radio e nuove tecnologie.

In questo contesto il Pontefice ha sottolineato l'importanza della formazione come strumento vitale per il futuro della società, incoraggiando un approccio prudente e semplice nella comunicazione, specialmente nell’ambito del digitale. Con un riferimento al Vangelo, ha esortato i giornalisti a essere "prudenti come i serpenti e semplici come le colombe" per dire che “la prudenza e la semplicità sono due ingredienti educativi basilari per orientarsi nella complessità di oggi”. Non bisogna essere ingenui, ma neppure “cedere alla tentazione di seminare rabbia e odio”. Un compito cruciale per la stampa delle Chiese locali, chiamate a portare uno sguardo sapiente nelle case delle persone direttamente sul territorio.

Il secondo sentiero indicato dal Papa è quello della tutela, specialmente nella comunicazione digitale, dove la privacy può essere minacciata. Ha sottolineato la necessità di strumenti che proteggano i più deboli, come i minori, gli anziani e le persone con disabilità, dalla invadenza digitale e dalla comunicazione provocatoria.

Il terzo sentiero è stato identificato come la testimonianza, citando gli esempi di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e del giovanissimo Beato Carlo Acutis, che ha utilizzato la comunicazione per trasmettere il Vangelo e comunicare valori e bellezza. La testimonianza, secondo il Pontefice, è una profezia, una creatività che porta a rischiare per il bene, andando controcorrente: parla di fraternità, pace e attenzione ai poveri in un mondo spesso individualista e indifferente.

Le sfide dell’informazione

A margine di queste riflessioni del Santo Padre, sovvengono alcune considerazioni d'insieme sullo stato attuale della professione giornalistica e sulle sfide dell'informazione.

Formazione, tutela e testimonianza, infatti, si sfidano spesso con un panorama giornalistico odierno in cui bisogna innanzitutto fare i conti con la velocità e la complessità. È innegabile come la rapida diffusione delle notizie attraverso i mezzi digitali ha aumentato la velocità dello stesso ciclo informativo, costringendo i professionisti a bilanciare la tempestività delle notizie con la necessità di una corretta verifica e contestualizzazione.

Accuratezza

Questo richiama un altro elemento centrale nella professione giornalistica, l’etica e l’integrità che vanno rafforzate maggiormente proprio perché è più semplice cadere nel tranello di informazioni non verificate o spesso addirittura false. L’impegno è a vigilare sull'accuratezza delle informazioni diffuse.

Il Papa ha citato anche il tema della protezione della privacy e qui l’impegno professionale è a saper bilanciare – come del resto è sempre accaduto – tra il diritto del pubblico all'informazione e il rispetto dei diritti individuali alla riservatezza delle persone.

Trasparenza

Da tempo la fiducia dei cittadini nei confronti delle fonti di informazione tradizionale è calata fino a raggiungere limiti preoccupanti. In questo caso la sfida sta nel pensare nuove pratiche di trasparenza che possano mostrare un giornalismo di qualità e di servizio, senza doppi fini o interessi, spesso effimeri.

Responsabilità

Non va trascurato infine l’impatto delle nuove tecnologie tra cui l’intelligenza artificiale e le tante “automazioni” che porta con sé. Si tratta di aspetti che stanno influenzando enormemente la pratica giornalistica, così come il mondo della comunicazione in generale. Qui la capacità sta nel saper integrare queste tecnologie in modo responsabile, soprattutto in quei passaggi che possono migliorare la veicolazione della sana e verificata informazione, salvaguardando la centralità e l’interesse della persona umana.

Gli sforzi formativi, di tutela e di testimonianza auspicati dal Papa vanno quindi integrati con saggezza, integrità e con un impegno e desiderio costante per il bene comune. In questo modo sarà possibile “salvare” il giornalismo.

L'autoreGiovanni Tridente

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