Vaticano

Il Papa alla Messa di Natale: "Aiutaci a dare carne e vita alla nostra fede".

Dove cercare il significato del Natale? Questa è stata la domanda attorno alla quale ha ruotato l'omelia di Papa Francesco in quella che è stata la sua decima celebrazione della Messa della Natività del Signore.

Maria José Atienza-25 dicembre 2022-Tempo di lettura: 2 minuti
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Il Papa davanti al presepe dopo la Messa della vigilia di Natale ©CNS photo/Vatican Media

La Basilica di San Pietro ha accolto ancora una volta centinaia di persone, tra cui molti bambini, e decine di sacerdoti che hanno accompagnato il Santo Padre nella celebrazione eucaristica.

Il Papa ha voluto rivolgere lo sguardo al presepe, indicandolo come il luogo in cui si trova il vero significato del Natale, che a volte è affogato nei regali e nelle decorazioni. "Per trovare il significato del Natale, bisogna guardare lì (alla mangiatoia). Ma perché il presepe è così importante? Perché è il segno, non casuale, con cui Cristo entra nella scena del mondo". E del presepe il Papa ha indicato tre significati su cui riflettere: vicinanza, povertà e concretezza.

Per quanto riguarda il prossimitàIl Papa ha sottolineato che "il presepe serve ad avvicinare il cibo alla bocca e a consumarlo più velocemente. Un'idea che richiama la voracità del mondo, avido di comodità e denaro. Al contrario, "nella mangiatoia del rifiuto e del disagio", ha proseguito il Papa.

"Dio si accomoda: arriva lì, perché lì c'è il problema dell'umanità, l'indifferenza generata dalla vorace corsa al possesso e al consumo. Cristo nasce lì e in quella mangiatoia lo scopriamo vicino".

Sul povertà della mangiatoia, ha osservato il Papa, "la mangiatoia ci ricorda che egli non aveva intorno a sé altri che coloro che lo amavano". Una realtà che "mette così in luce le vere ricchezze della vita: non il denaro e il potere, ma le relazioni e le persone". E la prima persona, la prima ricchezza, è Gesù stesso".

Infine, il Papa si è fermato al concrezione che segna l'ingresso di Cristo nella storia umana. In un bambino concreto, in una terra concreta e in un anno concreto: "Dalla mangiatoia alla croce, il suo amore per noi è stato tangibile, concreto: dalla nascita alla morte, il figlio del falegname ha abbracciato la ruvidità del legno, la ruvidità della nostra esistenza".

"Gesù, ti guardiamo, disteso nella mangiatoia. Ti vediamo così vicino, sempre vicino a noi: grazie, Signore. Ti vediamo povero, insegnandoci che la vera ricchezza non è nelle cose, ma nelle persone, soprattutto nei poveri: perdonaci, se non ti abbiamo riconosciuto e servito in loro. Ti vediamo concreto, perché il tuo amore per noi è concreto: Gesù, aiutaci a dare carne e vita alla nostra fede", ha concluso il Papa.

Durante la celebrazione, il Santo Padre ha rinnovato l'usanza dell'adorazione dell'immagine di Gesù Bambino e si è soffermato, in modo particolare, davanti al presepe allestito all'interno della Basilica Petrina.

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