Vaticano

Papa Francesco: "Non è un'opzione vivere indifferenti al dolore".

Il Vaticano ha reso noto il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del malato dell'11 febbraio 2023.

Paloma López Campos-10 gennaio 2023-Tempo di lettura: 4 minuti
Il Papa durante la Messa dell'Epifania

Il Papa durante la Messa dell'Epifania (foto CNS / Paul Haring)

Papa Francesco ha pubblicato un breve messaggio per la 31ª Giornata mondiale del malato, che si celebrerà l'11 febbraio. Il Santo Padre ha esordito avvertendo che "la malattia fa parte della nostra esperienza umana. Ma se è vissuta nell'isolamento e nell'abbandono, se non è accompagnata da cura e compassione, può diventare disumana.

Francesco sottolinea che queste esperienze di malattia ci permettono di "vedere come stiamo camminando: se stiamo veramente camminando insieme, o se siamo sulla stessa strada, ma ognuno sta per conto suo, curando i propri interessi e lasciando gli altri a cavarsela da soli".

I malati e il cammino sinodale

Il Papa ci invita, alla luce del viaggio sinodaleApprofittiamo della Giornata Mondiale del Malato per "riflettere sul fatto che è proprio attraverso l'esperienza della fragilità e della malattia che possiamo imparare a camminare insieme sulla via di Dio, che è vicinanza, compassione e tenerezza".

Facendo eco a un passo del libro del profeta Ezechiele, Francesco riflette che "l'esperienza della peregrinazione, della malattia e della debolezza sono una parte naturale del nostro cammino, non ci escludono dal popolo di Dio; al contrario, ci portano al centro dell'attenzione del Signore, che è Padre e non vuole perdere nessuno dei suoi figli lungo il cammino". È quindi Dio stesso che ci insegna a "essere veramente una comunità che cammina insieme, capace di non lasciarsi contagiare dalla cultura dello scarto".

L'enciclica Fratelli Tutti

Il Papa ricorda la sua enciclica Fratelli Tuttifirmato il 3 ottobre 2020, in cui elabora la parabola del Buon Samaritano che Gesù racconta nel Vangelo. Francesco dice a proposito di questa parabola: "L'ho scelta come una assecome punto di svolta, per uscire dalle "ombre di un mondo chiuso" e "pensare e sviluppare un mondo aperto" (cfr. n. 56)".

Ricordando l'attualità del messaggio di questo brano evangelico, il Santo Padre afferma che "c'è una profonda connessione tra questa parabola di Gesù e i molti modi in cui il Vangelo viene negato oggi". fraternità". Così, continuando il paragone, osserva che "il fatto che la persona picchiata e spogliata sia abbandonata sul ciglio della strada rappresenta la condizione in cui sono lasciati molti dei nostri fratelli e sorelle quando hanno più bisogno di aiuto".

Analizzando la situazione della vittima nella parabola, il Papa dice che "la cosa importante qui è riconoscere la condizione di solitudine, di abbandono. Si tratta di un'atrocità che può essere superata prima di ogni altra ingiustizia, perché, come ci dice la parabola, per eliminarla basta un attimo di attenzione, il movimento interiore dell'anima. compassione". L'atteggiamento del samaritano, dunque, "senza nemmeno pensarci, ha cambiato le cose, ha creato un mondo più fraterno".

Paura della fragilità

Francesco continua il suo messaggio con un'affermazione enfatica: "non siamo mai preparati alla malattia". Il Papa va oltre quando dice che "abbiamo paura della vulnerabilità e la cultura pervasiva del mercato ci spinge a negarla". Non c'è posto per la fragilità. E così il male, quando irrompe e ci assale, ci lascia storditi".

Le conseguenze di ciò diventano presto evidenti e "può accadere che gli altri ci abbandonino, o che noi sentiamo di doverli abbandonare, per non essere un peso per loro". Così inizia il solitudinee siamo avvelenati dall'amaro sentimento di ingiustizia, con il quale persino il Cielo sembra chiudersi su di noi.

Non solo i rapporti con gli altri ne risentono, ma anche "è difficile rimanere in pace con Dio". Alla luce di ciò, il Papa ritiene necessario che "tutta la Chiesa, anche nei confronti della malattia, si confronti con l'esempio evangelico del Buon Samaritano, per diventare un vero ospedale da campo".

L'esperienza della fragilità ci ricorda che "siamo tutti fragili e vulnerabili; abbiamo tutti bisogno di quella cura compassionevole che sa come fermarsi, tendere la mano, guarire e sollevare". La situazione dei malati è quindi un richiamo che interrompe l'indifferenza e rallenta il passo di chi va avanti come se non avesse sorelle e fratelli".

Giornata mondiale del malato

Per tutti questi motivi, la Giornata Mondiale del Malato è importante e attuale, perché "non è solo un invito alla preghiera e alla vicinanza a chi soffre". L'obiettivo è anche quello di sensibilizzare il popolo di Dio, le istituzioni sanitarie e la società civile a un nuovo modo di procedere insieme". 

Tornando al brano evangelico sopra citato, il Papa afferma che la conclusione della parabola del Buon Samaritano ci suggerisce come l'esercizio della fraternità, iniziato da un incontro faccia a faccia, possa essere esteso all'assistenza organizzata.

Ricordando la grande crisi avviata dal Pandemia COVID 19Gli anni della pandemia hanno accresciuto il nostro senso di gratitudine verso coloro che lavorano ogni giorno per la salute e la ricerca", ha detto Francesco. Ma non basta per uscire da una così grande tragedia collettiva onorare qualche eroe. È essenziale che "la gratitudine sia accompagnata da una ricerca attiva, in ogni Paese, di strategie e risorse, affinché a tutti gli esseri umani sia garantito l'accesso alle cure e il diritto fondamentale alla salute".

"Prenditi cura di lui"

Il Papa conclude il suo messaggio con l'appello lanciato da Gesù Cristo nella parabola: "Abbi cura di lui" (Lc 10,35) è la raccomandazione del samaritano all'oste. Gesù lo ripete anche a ciascuno di noi e alla fine ci esorta: "Andate e fate lo stesso". Come ho sottolineato in Fratelli tuttiLa parabola ci mostra con quali iniziative una comunità può essere ricostruita da uomini e donne che fanno propria la fragilità degli altri, che non permettono di costruire una società dell'esclusione, ma che si fanno prossimo e rialzano e riabilitano chi è caduto, perché il bene sia comune" (n. 67)".

Le situazioni di dolore ci ricordano che "siamo stati fatti per la pienezza che si raggiunge solo nell'amore". Non è un'opzione vivere con indifferenza di fronte al dolore" (Enciclica Fratelli Tutti, n. 68).

Francesco ha anche invitato a "guardare l'11 febbraio 2023 al Santuario di Lourdes come a una profezia, una lezione affidata alla Chiesa nel cuore della modernità". Non conta solo ciò che funziona, né solo chi produce. I malati sono al centro del popolo di Dio, che va avanti con loro come profezia di un'umanità in cui tutti sono preziosi e nessuno è da scartare". Il Papa ha inoltre raccomandato l'intercessione della Vergine Maria per tutti i malati e le persone che li assistono, inviando loro la sua benedizione.

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