Letture della domenica

Pazienza al buio. 3a domenica di Avvento (A)

Joseph Evans commenta le letture della terza domenica di Avvento e Luis Herrera propone una breve omelia video.

Giuseppe Evans-9 dicembre 2022-Tempo di lettura: 2 minuti

Mentre Giovanni era incatenato nella prigione buia e umida di Erode, la profezia di Isaia che ascoltiamo nelle letture di questa domenica deve essere stata difficile da credere per lui: "Il deserto e la selva si rallegreranno, la steppa si rallegrerà e fiorirà... con gioia e canti di giubilo. Vedranno la gloria del Signore, la maestà del nostro Dio".. In quelle misere profondità c'erano pochi segni evidenti della gloria e della maestà di Dio. Giovanni pensò a queste altre parole mentre il soldato entrava per tagliargli la testa: "Dite a coloro che sono turbati: "Siate forti, non temete, ecco il vostro Dio! La vendetta sta arrivando, il castigo di Dio. Egli viene di persona e vi salverà".? Non c'era alcuna salvezza evidente.

Ammettiamolo: l'Avvento spesso canta una gioia che non vediamo. "Entreranno in Sion con canti di gioia, con un'allegria perenne alla loro testa, e con loro si allontaneranno la gioia e l'allegria, il dolore e l'afflizione".

Ma prima di morire, Giovanni era riuscito a mandare dei messaggeri a Gesù per chiederglielo: "Sei tu quello che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?".Giovanni cercava il proprio tornaconto, cominciava ad avere dei dubbi, o era per il bene dei suoi discepoli, per indicar loro Gesù, dato che lui, Giovanni, sapeva che il suo tempo sulla terra stava per scadere? Lo sapremo in cielo; ma Gesù indicò i miracoli che stava compiendo, tutti segni che realizzavano le profezie dell'Antico Testamento sul Messia come colui che avrebbe dato la vista ai ciechi, fatto camminare gli zoppi e udire i sordi, dato la vita ai morti e predicato ai poveri. Nostro Signore lodò poi Giovanni Battista per la sua austerità di vita: aveva scelto la povertà nel cibo, nel vestiario e nella casa. Questa fedeltà lo aveva reso il più grande di tutti i profeti.

Ed ecco il punto: l'Avvento non è ancora la piena rivelazione di Dio. È la preparazione ad esso. Ha un elemento di oscurità, persino di un dungeon. Per trionfare sulla terra - e per preparare il suo trionfo finale e definitivo - Dio ha bisogno di uomini e donne fedeli, disposti a perdere anche la vita. Sono persone dell'Avvento, gli altri Giovanni, che sono disposti a sacrificare comodità, libertà, luce e vita per preparare la strada a Dio. Diventano la via di Dio, la sua autostrada, da percorrere. Ma essere un'autostrada non è comodo: significa essere calpestati ed esposti alle intemperie. Dio alla fine trionferà, ma solo attraverso il sacrificio e la sofferenza di anime fedeli, principalmente di Cristo stesso e, in lui, dei suoi martiri. Ciò richiede molta pazienza, come spiega Giacomo nella seconda lettura. Poiché Giovanni, nelle sue catene e nelle sue tenebre, ha rinunciato al movimento, alla luce e infine alla sua vita, altri sono venuti a camminare, a vedere e a vivere.

L'omelia sulle letture della III domenica di Avvento

Il sacerdote Luis Herrera Campo offre il suo nanomiliauna breve riflessione di un minuto per queste letture.

In collaborazione con
Volete notizie indipendenti, veritiere e pertinenti?

Caro lettore, Omnes riferisce con rigore e profondità sull'attualità religiosa. Facciamo un lavoro di inchiesta che permette al lettore di acquisire criteri sugli eventi e le storie che accadono in ambito cattolico e nella Chiesa. Abbiamo firme stellari e corrispondenti a Roma che ci aiutano a far emergere l'informazione di fondo dal rumore mediatico, con distanza ideologica e indipendenza.

Abbiamo bisogno di voi per affrontare le nuove sfide di un panorama mediatico in evoluzione e di una realtà che richiede riflessione, abbiamo bisogno del vostro sostegno.

In collaborazione con
Per saperne di più su Omnes
Newsletter La Brújula Lasciateci la vostra e-mail e riceverete ogni settimana le ultime notizie curate con un punto di vista cattolico.