Vaticano

"Ad charisma tuendum" concretizza la figura della Prelatura dell'Opus Dei

La Santa Sede ha reso pubblica la Lettera apostolica sotto forma di Motu Proprio Ad charisma tuendum di Papa Francesco che modifica alcuni articoli del Codice Civile. Costituzione Apostolica Ut sitcon cui Giovanni Paolo II ha eretto l'Opus Dei a Prelatura personale.

Maria José Atienza-22 luglio 2022-Tempo di lettura: 3 minuti
opus dei

Papa Francesco con il vescovo Ocáriz durante la sua ultima udienza ©Opus Dei

Traduzione dell'articolo in inglese

La Santa Sede ha pubblicato la Lettera apostolica di Papa Francesco sotto forma di Motu Proprio. Ad charisma tuendum. Questo Motu proprio modifica alcuni articoli della Costituzione apostolica Ut sit del 28 novembre 1982, con la quale San Giovanni Paolo II ha eretto l'Opus Dei a Prelatura personale.

Fondato nel 1928 dal sacerdote San Josemaría Escrivá, l'Opus Dei è attualmente l'unica prelatura personale della Chiesa cattolica e recentemente, con la pubblicazione della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium sulla Curia romana, è passato sotto il Dicastero per il Clero e non sotto quello per i Vescovi, come era stato finora. 

Il prelato dell'Opus Dei, monsignor Fernando Ocáriz, ha pubblicato una breve nota su questo Motu Proprio in cui sottolinea che l'Opus Dei "accetta filialmente" la nuova ordinanza. 

Approfondire il carisma dell'Opera

In essa, il Prelato dell'Opus Dei sottolinea l'interesse del Papa a curare "il carisma dell'Opus Dei", poiché desidera, come già espresso da Giovanni Paolo II nella Costituzione Ut sit, "che esso sia sempre uno strumento adeguato ed efficace della missione salvifica che la Chiesa svolge per la vita del mondo".

Per questo motivo, Mons. Ocáriz incoraggia i fedeli della Prelatura ad "approfondire lo spirito che il Signore ha infuso nel nostro fondatore e a condividerlo con molte persone nell'ambiente familiare, lavorativo e sociale", che consiste nel "diffondere la chiamata alla santità nel mondo, attraverso la santificazione del lavoro e delle occupazioni familiari e sociali".

I media della Santa Sede, nel presentare il documento, hanno anche sottolineato l'obiettivo di proteggere il carisma dell'Opus Dei e di promuovere l'opera di evangelizzazione svolta dai suoi membri in tutto il mondo. L'Opus Dei, da parte sua, ha pubblicato nel suou sito web una spiegazione del nuovo documento sotto forma di dieci domande e risposte..

Modifiche alla Costituzione Apostolica Ut sit

In particolare, il nuovo Motu Proprio stabilisce, ad esempio, la modifica del testo dell'articolo 5 della Costituzione Apostolica Ut sit, che viene ora sostituito dal seguente: "In conformità all'art. 117 della Costituzione Apostolica Ut sit, il nuovo Motu Proprio prevede un nuovo testo per la Costituzione Apostolica Ut sit. Costituzione Apostolica Praedicate EvangeliumLa Prelatura dipende dal Dicastero per il Clero che, a seconda della questione, valuterà le relative questioni con gli altri Dicasteri della Curia romana. Il Dicastero per il Clero, nel trattare le varie questioni, si avvarrà delle competenze degli altri Dicasteri attraverso opportune consultazioni o trasferimenti di pratiche". In questo senso, "tutte le questioni pendenti presso la Congregazione per i Vescovi riguardanti la Prelatura dell'Opus Dei continueranno ad essere trattate e decise dal Dicastero per il Clero".

Cambia anche la frequenza con cui l'Opus Dei deve, d'ora in poi, presentare una relazione sulla situazione della Prelatura e sullo sviluppo del suo lavoro apostolico, che diventa annuale e non più quinquennale, come stabilito dalla Costituzione Ut sit. 

Il Motu Proprio afferma inoltre che, a seguito di queste modifiche, "gli Statuti propri della Prelatura dell'Opus Dei saranno opportunamente adattati su proposta della Prelatura stessa, per essere approvati dagli organi competenti della Sede Apostolica".

Il prelato non diventerà vescovo

Per quanto riguarda la figura del Prelato dell'Opus Dei, Ad charisma tuendum stabilisce che il prelato non riceverà ordini episcopali.

Una decisione "per rafforzare la convinzione che una forma di governo basata più sul carisma che sull'autorità gerarchica è necessaria per la protezione del particolare dono dello Spirito". 

Al Prelato dell'Opus Dei è invece concesso, in ragione del suo ufficio, l'uso del titolo di Protonotario Apostolico Soprannumerario con il titolo di Reverendo Monsignore e, pertanto, può usare le insegne corrispondenti a questo titolo.

A questo proposito, il vescovo Fernando Ocáriz ha voluto ricordare che "l'ordinazione episcopale del prelato non era e non è necessaria per la guida dell'Opus Dei". In realtà, san Josemaría Escrivá, il fondatore dell'Opus Dei, non era vescovo; e il suo primo successore, il beato Álvaro del Portillo, fu ordinato vescovo nel 1991, tre anni prima della sua morte. Successivamente, il vescovo prelato Javier Echevarría è stato ordinato nel 1995, poco dopo aver assunto il governo dell'Opera. 

Su questa linea, monsignor Ocáriz ha incoraggiato il rilancio dello spirito di famiglia dell'Opus Dei, sottolineando che "il desiderio del Papa di enfatizzare la dimensione carismatica dell'Opera ci invita ora a rafforzare il clima familiare di affetto e fiducia: il prelato deve essere una guida, ma soprattutto un padre".

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