Invito ad essere discepoli missionari

25 aprile 2018-Tempo di lettura: 3 minuti

Essere discepoli missionari non è un messaggio rivolto solo agli ispanici, ma a tutti i battezzati. Il V Riunione ci spinge ad andare verso le periferie e a condividere l'amore di Dio.

Testo Ernesto Vega, Los Angeles (USA) Coordinatore del V Encuentro dell'Arcidiocesi di Los Angeles. Coordinatore del ministero della formazione alla fede degli adulti.

Il V Encuentro è un'iniziativa dei vescovi statunitensi che invitano il popolo di Dio a impegnarsi in una riflessione che affonda le sue radici in Luca 24:13-15, affermata da Papa Francesco ne La gioia del Vangelo (EG). In questi testi troviamo il modello di Gesù, l'amore di Dio che ci stimola, ci coinvolge, ci accompagna, ci fa fruttare e ci fa festeggiare.

Questi cinque passi mostrano una metodologia di accompagnamento e di movimento nell'uscire, nel coinvolgersi nella vita quotidiana con coloro che sono nel bisogno nel nostro contesto, coloro che sono nelle periferie. Nelle periferie troviamo persone spinte da forze sociali e altre da fattori esistenziali.

Con gesti e atteggiamenti siamo chiamati ad accompagnare i poveri nei nostri contesti e a portare loro la presenza dell'amore di Dio attraverso i nostri atteggiamenti e il nostro cammino insieme nel percorso della vita.

Accompagnare

Tutto questo senso di uscire e accompagnare chi è nelle periferie costruisce una nuova ecclesiologia, che parte dal nostro incontro personale con Gesù e dal fatto che il suo amore ci spinge ad andare verso gli altri. Il V Encuentro ci rende quindi più consapevoli di essere discepoli missionari, discepoli che seguono Gesù e sono inviati (missione) nel suo amore per condividere l'amore di Dio, soprattutto con i più bisognosi. In virtù del battesimo siamo tutti discepoli missionari (EG, 120).

Il V Encuentro ha la sua piattaforma nella pastorale ispanica degli Stati Uniti; il ministero spagnolo-latino è lo strumento, la scatola e l'involucro che porta questo dono riflessivo del V Encuentro, ma in realtà essere un discepolo missionario non è solo per gli ispanici ma per tutti i battezzati.

Cinque sessioni

Il V Encuentro ha una struttura riflessiva di cinque sessioni: Innescare, coinvolgere, accompagnare, fruttificare e celebrare. Durante queste riflessioni, i partecipanti ai gruppi parrocchiali o di apostolato sono invitati ad analizzare chi, nel loro contesto, si trova alla periferia e a individuare una o due persone o famiglie da andare a visitare durante questo processo. Si prende l'iniziativa di visitare e si compila un diario di domande sulla visita. Queste informazioni vengono raccolte, discernute e svuotate per creare una sintesi parrocchiale.
o apostolato come documento che illumina le iniziative pastorali o afferma quelle esistenti.

Alla fine le parrocchie e i gruppi che partecipano al V Encuentro sono invitati a riunirsi per condividere, imparare gli uni dagli altri e discernere le priorità emergenti dalle relazioni parrocchiali. Saranno inoltre tracciate le risposte a queste priorità.

Questi processi del V Encuentro a livello ministeriale, parrocchiale e diocesano saranno portati avanti anche a livello regionale e nazionale, creando rispettivamente documenti a ciascun livello, documenti che illumineranno la pastorale della Chiesa negli Stati Uniti.

Uscire dalla zona di comfort

La cosa più bella del V Encuentro è approfondire la consapevolezza di essere un discepolo missionario, sviluppando una nuova prospettiva di costruzione della Chiesa, uscendo dalle nostre zone di comfort verso le periferie dei nostri contesti per andare verso i più bisognosi e condividere l'amore di Dio in Cristo Gesù attraverso la presenza, con gesti e atteggiamenti, accompagnando i nostri fratelli e sorelle nelle periferie.

Come sottolinea Papa Francesco nel suo Messaggio per il V Encuentro, "La nostra grande sfida è creare una cultura dell'incontro, incoraggiando ogni persona e ogni gruppo a condividere la ricchezza delle proprie tradizioni ed esperienze, ad abbattere muri e a costruire ponti. La Chiesa negli Stati Uniti, come in altre parti del mondo, è chiamata a "uscire" dalla sua zona di comfort e a diventare un lievito di comunione. Comunione tra noi, con i nostri fratelli cristiani e con tutti coloro che cercano un futuro di speranza.".

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